venerdì , febbraio 28 2014
Ultime notizie da TecnologiaSuMisura
Ti trovi qui: Home > Hardware > Alimentatori > Come scegliere un alimentatore per PC desktop [GUIDA]

Come scegliere un alimentatore per PC desktop [GUIDA]

In un articolo precedente, abbiamo parlato di come stimare la potenza necessaria ad un alimentatore per sopperire al quantitativo corretto di energia del nostro sistema (vedi qui l’articolo). In questo post, invece, tratteremo i parametri da considerare per scegliere un alimentatore di buona qualità. L’acquisto di un alimentatore è un fattore da non sottovalutare mai; infatti, cercando di risparmiare a tutti i costi e ignorando certi standard che vedremo a breve nel corso dell’articolo, si rischia di acquistare un prodotto che potenzialmente può danneggiare il nostro sistema in maniera irreversibile.

OCZ ZT 750W

  • La funzione dell’alimentatore

Il compito dell’alimentatore è di trasformare la corrente alternata della presa elettrica in corrente continua, necessaria per fornire l’energia alle componenti interne del nostro PC.

  • Leggere l’etichetta

etichetta alimentatore

Imparare a leggere l’etichetta dell’alimentatore non è poi così difficile

AC INPUT (cerchiato il rosso): indica i parametri della corrente alternata in ingresso, nonché di quella erogata dalla presa elettrica con cui l’alimentatore è compatibile. Il modello in questione supporta correnti in ingresso con tensioni comprese tra 100V e 240V e frequenza compresa tra i 47Hz e 63Hz, assorbendo 6A.

DC OUTPUT (cerchiato in giallo) indica le tensioni in uscita che l’alimentatore fornisce alle componenti interne, e le relative linee di alimentazione con voltaggio annesso. Andiamo a visualizzare ogni linea nello specifico:

  1. 3.3V - tensione solitamente utilizzata per alimentare le memorie.
  2. 5V - tensione solitamente utilizzata per alimentare le componenti elettroniche delle periferiche di memorizzazione di massa.
  3. 12Vx - tensione solitamente utilizzata per alimentare il processore, schede video, motorini elettrici degli hard disk e lettori ottici. Da notare: è possibile che un alimentare disponga di più linee da 12V, in questo caso verranno indicate come 12V1, 12V2 ecc…
  4. -12V – tensione scarsamente utilizzata. Richiesta dai controller periferici più datati.
  5. 5Vsb tensione utilizzata per i remote wake-up, generata anche ad alimentatore “spento”.
  6. -5V tensione non più utilizzata. Richiesta dagli obsoleti dispositivi MOS quali i controller ISA.

(Cortesia: www.lightside.it)

MAX LOAD (cerchiato il azzurro) indica il massimo di intensità di corrente in ampere che ogni singola linea è in grado di erogare al sistema. La quantità di potenza massima erogata si calcola applicando questa formula, che trascrivo dal libro di fisica: potenza(W)=potenziale elettrico(V)* intensita` di corrente(A). Da notare: è importante non sottovalutare mai gli amperaggi delle singole linee, amperaggi troppo alti per le le linee 3.3V e 5V sono pressoché inutili mentre e` bene fare attenzione che la linea 12V abbia l’amperaggio piu alto possibile, dato che è quest’ultima che si occupa di fornire energia alle componenti più esose in termini di potenza.

  • Standard di efficienza

Per cominciare, spieghiamo che cosa si intende per efficienza: è un numero adimensionale, esprimibile anche in percentuale, ricavato dal rapporto tra potenza in uscita e potenza in entrata, nel caso degli alimentatori per PC l’efficienza si calcola facendo il rapporto tra la potenza erogata al sistema e la potenza assorbita dalla presa di corrente. Ora capiamo meglio questo concetto con un esempio pratico.

Immaginiamo di possedere un alimentatore con efficienza del 70% e che questo abbia bisogno di 400W per alimentare il nostro sistema. Quanta potenza preleverà l’alimentatore dalla nostra presa elettrica? Per calcolare questo valore bisognerà eseguire un semplice calcolo: 400W/0.7=500W. Questo significa che dalla presa elettrica verranno richiesti 500W di potenza,100W in più rispetto a quelli necessari. Quindi che fine fanno i Watt in eccesso? Semplice, verranno sprecati in calore. Se rieseguiamo lo stesso calcolo, modificando unicamente il parametro di efficienza e portandolo a 0.9 (90%), noteremo che solamente 44.4 Watt andranno sprecati.

Andiamo ora a vedere quali sono i principali parametri da tenere in considerazione per avere un alimentatore efficiente dal punto di vista energetico:

PFC attivo: serve a diminuire la potenza reattiva (potenza “non utile”) e quindi la corrente assorbita dall’alimentatore, diminuendo il calore prodotto per minore effetto Joule. Sono raccomandati gli alimentatori con PFC Attivo, che incrementa il PF (f.d.p. o fattore di potenza) ad un valore vicino all’unità e riduce idealmente a zero la potenza reattiva. Per maggiori informazioni può essere utile consultare questa pagina di www.pcsilenzioso.it

80 PLUS: questa sigla certifica una soglia di efficienza, sotto la quale il nostro alimentatore non può scendere per adempiere a tale standard. Come si vede dall’immagine sottostante, esistono diversi tipi di certificazioni 80 Plus.

80 plus

Ognuna è caratterizzata dai seguenti parametri di efficienza:

80 plus efficienza

(Cortesia: www.tomshw.it)

Naturalmente, più l’alimentatore si fa efficiente, più sarà elevato il suo costo per via dei circuiti interni più sofisticati, ma si verrà ricompensati di tale spesa quando pagheremo una bolletta decisamente meno salata e noteremo che il nostro sistema soffrirà in misura minore di problemi di surriscaldamento.

  • Circuiteria di sicurezza

Infine, guardiamo quali sono le sigle delle protezioni di cui un alimentatore dovrebbe essere dotato per garantire, in caso di anomalie, di non recare danni al nostro sistema:

  1. OVP: protezione da sovratensione
  2. UVP: protezione da bassa tensione
  3. NLO: operazione No-Load
  4. SCP: protezione corto circuiti
  5. OCP: protezione da sovracorrente
  6. OLP o OPP: protezione da sovraccarico
  7. OTP: protezione da surriscaldamento
  • Cablaggio

Gli alimentatori più sofisticati sono modulari, come quello mostrato nella prima immagine dell’articolo. A differenza degli alimentatori convenzionali, che hanno i cavi fissi e irremovibili, quelli modulari consentono di inserire, tramite le apposite prese posizionate sull’apparecchio, solo i cavi di cui abbiamo effettivamente bisogno, tralasciando quelli per noi inutili nella confezione. Un alimentatore modulare permette di ottenere un maggior ordine all’interno del case, questo vantaggio si riflette non solo in un pregevole effetto estetico, ma  anche in un’efficienza termica migliore. Infatti, alcuni cavi, rimanendo inutilizzati sarebbero d’ostacolo per il flusso d’aria generato dalle ventole di raffreddamento.

Vediamo adesso i principali tipi di spine che gli alimentatori ATX mettono a disposizione e i loro relativo impiego:

20+4 pin ATX: per fornire potenza alla scheda madre.
4+4 pin ESP/12V CPU: per fornire potenza alla CPU.
6+2 pin PCI-E: per fornire potenza alle schede PCI-E ( le schede video).
4 pin Peripheral (detto anche molex): è una presa molto versatile, può essere collegata direttamente alle ventole, oppure tramite adattatori appositi può sopperire alla mancanza di spine sata o PCI-E.
pin SATA: alimenta gli Hard Disk e le unita di lettura ottiche.
Floppy: per alimentare il lettore di Floppy disk (ormai praticamente inutilizzato)


In caso voleste ulteriori informazioni scriveteci commentando l’articolo. Per avere una panoramica ancora più approfondita sul funzionamento degli alimentatori, consigliamo anche di leggere accuratamente questa guida proposta da tom`s hardware.

Contact Form Powered By : XYZScripts.com